La tendenza al mito è innata nella razza umana. È la protesta romantica contro la banalità della vita quotidiana. (William Somerset Maugham)
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martedì 9 giugno 2020
venerdì 8 maggio 2020
Antica ingegneria mitica -Step#13
Vivendo nel Bel paese, noi Italiani abbiamo la fortuna di poterci affacciare dai balconi delle nostre case e respirare la storia di antiche radici lontane. La linfa pulsante della cultura della quale siamo ereditari, però, non è più visibile, ma sono invece ben visibili le scatole, i prodotti, che contenevano o erano diretta conseguenza delle idee geniali degli italici antenati.
Tanto ingegno in illo tempore ci sembra impossibile: come potevano degli uomini con delle tecnologie così primitive, fare, costruire, ma anche solo immaginare opere di tale portata?
Ecco, è qui che inizia il nostro mito dell'ingegnere e dell'ingegneria, per cui dobbiamo svolgere un'indagine storiografica.
Il termine moderno 'ingegnere' non ha un diretto equivalente nella cultura antica e non traduce in modo soddisfacente nessuno dei vocaboli che troviamo nelle fonti antiche: da mechanicus a technítēs (artefice), allo stesso architectus e dēmiourgós (artigiano, mastro). Da un lato, i responsabili della costruzione di navi o di macchine da guerra erano spesso chiamati 'architetti'; dall'altro lato, gli 'architetti' della cattedrale di Santa Sofia a Costantinopoli sono definiti da Procopio di Cesarea (500 ca.-560 ca.) mēchanikoí o mēchanopoioí (Aedificia I, 1, 24, 71, 76; II, 3, 11). Vi è un'intera gamma di espressioni (architéktōn, oikodómos, tektonikós) che denotano tutte la funzione di costruttore/architetto, e lo stesso si verifica per i costruttori e gli addetti dei dispositivi di irrigazione: téktones orgánōn (costruttori di strumenti), epistámenoi organízein (esperti di strumenti), mēchanárioi, mēchanoúrgoi (meccanici).
L'ingegnere antico sarebbe quindi una figura al crocevia tra tutti questi campi (per i quali esisteva una notevole tradizione scritta) e altre forme di conoscenza, presenti soprattutto nella cultura orale e identificabili come téchnai o artes: pittura, falegnameria, lavorazione dei metalli, ecc.
Pur tenendo presente che gli architetti, con molta probabilità, erano impiegati anche come 'ingegneri' e viceversa, rimane poco chiaro quali esattamente fossero le distinzioni tra un ruolo e l'altro. Spesso queste distinzioni sembrano indicare differenze di prestigio e status e connotare, per esempio, la collocazione di un certo individuo nella gerarchia decisionale e amministrativa relativa alla costruzione di un'opera pubblica.
Ma vediamo, dunque, alcuni esempi fotografici di quali grandi opere è stato capace di costruire il mitico ingegnere del passato:
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| Grande muraglia cinese |
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| Piramide di Giza |
| Le strade romane |
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| Armi d'assedio |
Fonti:
lunedì 13 aprile 2020
Figurati il mito -Step#09
"Un'opera d'arte per divenire immortale deve superare i miti dell'umano senza preoccuparsi né del buon senso né della logica" -Giorgio De Chirico
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| Giorgio De Chirico, Ettore e Andromaca; 1917; olio su tela; cm 90x60. Milano, Collezione Mattioli. |
Entro l'ampia prospettiva con la consueta atmosfera rarefatta e sospesa, contro un cielo cupo, i due mitici personaggi si stringono nell'ultimo abbraccio presso le Porte Scee, prima del duello con Achille che segnerà la morte dell'eroe troiano; ma non sono personaggi reali e neppure autentici manichini di sartoria; somigliano alla forma dei manichini perché gli elementi costituenti sono composti in quel modo; ma questi singoli elementi sono figure geometriche, astratte, come astratto è il complesso.
Fonte:
Adorno, P. (1994). L'arte italiana. Il novecento: dalle avanguardie storiche ai giorni nostri. Casa editricre G. D'Anna.
sabato 28 marzo 2020
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